La SEO è morta e le mille vite della SEO

ATTENZIONE! Non stai leggendo un normale articolo di un normale blog, ma i capitoli di un vero e proprio ebook riadattati per il web. Per saperne di più: e-book SEO.

“SEO is dead”. La SEO è morta. Ma non oggi, non ieri, ma da almeno 10 anni!

Periodicamente viene fuori un articolo che ne decanta la tragica scomparsa e giù a fare il funerale.

Già nel 2008, quando ancora ero un giovane SEO Junior, registravo sul mio blog traccie della discussione.

Lo riporto per motivi di interesse “storico”:

Nota: l’estratto che segue risale all’anno 2008.

3 ragioni secondo cui la SEO non morirà presto

Ho trovato un simpatico articolo in lingua inglese ( “3 reasons seo wont die anytime soon” ) che illustra, secondo l’opinione dell’autore, i motivi per i quali la SEO non morirà presto. Grossomodo le argomentazioni sono:

  1. Ci sono solo 10 risultati nella prima pagina
    Se ci sono ad esempio un centinaio di aziende interessate a quella prima pagina, ci sarà quindi una certa competizione e quindi un certo investimento.
  2. I web designers non hanno capito un ***** della SEO
    Curiosa argomentazione… ma vera, almeno secondo l’esperienza dell’autore (e la mia); inoltre l’autore si concentra sulla diffusione dei CMS: ciò significa secondo lui che sempre meno siti avranno una valida struttura.
  3. SEO = Agenzia di pubbliche relazioni online
    E questo mi sembra il punto più interessante. Le parole dell’autore suonano così:
    “Negli anni a venire la prima cosa che un SEO dovrà fare con un nuovo cliente è iniziare a prendere contatti con i maggiori giornali ed ottenere link da questi”.
    Interessante… non ho capito solo perchè l’autore si sia limitato alla parola giornali (“newspapers”)…

Le cose sono certamente cambiate e le argomentazioni dei vecchi articoli, anche quando ci indovinano, risultano sempre almeno riduttive.

Ma il concetto rimane: potresti sempre trovare un articolo dal titolo “SEO is dead”.

I titoli degli articoli servono ad attirare l’attenzione, però.

Quello che è certo è che la SEO si è evoluta parecchio da quando nata.

E se proprio dobbiamo ribadire qualche banalità: sono morti vecchi modi di fare SEO.

Di fatto sono morti MOLTI modi di fare SEO.

Solo che forse ne sono nati altrettanti.

Ci sono alcune cose che invece non sono morte, anzi godono di ottima salute:

  1. Ci sarà sempre qualcuno (un’azienda, un professionista, una persona) che vorrà avere più visibilità di quella che ha e ci sarà sempre qualcuno che vorrà farsi trovare in cima alla lista di un motore di ricerca (almeno finché continueremo a usare i motori di ricerca).
  2. Possiamo raccontarci che la SEO sia morta e che anche il Web Marketing goda di traballante salute. Ma quello che non cambia è che Google (o i motori di ricerca che useremo in futuro) vorrà sempre fornire ai propri utenti i migliori risultati, quelli più pertinenti, quelli più personalizzati, quelli più preziosi. La migliore risposta possibile.

Questo significa che:

  1. Ci sarà sempre qualcuno che avrà bisogno di uno specialista della – chiamiamola così in questo contesto – visibilità su internet.
  2. Se ci sforziamo di fornire la migliore “risposta” alla “domanda” di un utente, siamo già a metà dell’opera! Perché stiamo dando a Google presumibilmente il miglior risultato da fornire ai propri utenti per un determinato range di parole chiave.

A proposito… hai notato che stiamo parlando sempre più spesso di parole chiave?


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